Magliette personalizzate

Spesso i clienti mi chiedono quale sia la migliore soluzione per la stampa di magliette e abbigliamento in genere.

Beh, la risposta è sempre la medesima: dipende!

Già, perché forse non sanno che molto dipende dal tipo di tessuto da stampare, dalla quantità dei capi e dall’uso che ne verrà fatto.

In questo articolo mi appresto a descrivere le principali tecnologie per la stampa di abbigliamento e tessuti in genere.

Partiamo dalla soluzione più semplice e immediata, praticabile in tempi rapidissimi e con un minimo impegno economico da parte dello stampatore: il transfer laser.

In pratica si tratta dell’applicazione di un foglio speciale stampato a colori mediante stampante laser la cui grafica (ovvero in questo caso il toner) viene trasferita mediante termo pressa a caldo sul tessuto stesso. L’applicazione è immediata e il risultato soddisfacente, ma questo tipo di stampa presenta non poche controindicazioni, come la durata irrisoria ai lavaggi e la scarsa elasticità della stampa che se sottoposta a stress elastico tende a rompersi e presentare crepe piuttosto antiestetiche. In pratica, questo sistema risulta perfetto per personalizzazioni di brevissima durata, come ad esempio scherzi, ricorrenze, feste, ecc.

Dimenticavo di specificare che esistono due tipologie di transfer utilizzabili, per tessuti chiari e per tessuti scuri, nel primo caso si trovano anche i cosiddetti “auto scontornanti” che rendono visibile solo l’immagine priva di bordi, mentre nel caso dei tessuti scuri è necessario scontornare la grafica a mano, oppure servirsi di un plotter da taglio.

Un’altra possibilità è quella di utilizzare i sistemi di stampa sublimatica. Nel caso di stampa indiretta la tipologia di stampa è grosso modo la stessa del transfer laser, e prevede l’utilizzo di una stampante dotata di inchiostri sublimatici e di transfer in carta.

Nel caso di stampa diretta invece il tessuto viene stampato direttamente mediante plotter.

In entrambi i casi gli inchiostri sottoposti a calore e pressione ben precisa “sublimano”, ovvero si fondono con i tessuti in poliestere oppure misti (almeno 60% poliestere), con risultati cromaticamente molto brillanti e garantendo, diversamente dai toner tradizionali, una durata delle stampe molto interessante.

La magia della sublimazione sta proprio nella capacità dell’inchiostro di trasformarsi in gas quando, così da penetrare all’interno del tessuto senza lasciare nessuno spessore.

I capi così stampati non presentano alcun problema se sottoposti a stress elastico, hanno una lunga durata ed il tessuto rimane traspirante, ma bisogna tuttavia tenere in considerazione che tale tecnologia è utilizzabile solo per la personalizzazione di tessuti bianchi o comunque chiari, visto che non prevede la stampa del bianco e dunque non è coprente su tessuti scuri.

La terza ipotesi prevede l’utilizzo di pvc termosaldabile stampato mediante plotter con inchiostri a base solvente. In commercio esistono principalmente due tipologie di materiale: bianco per applicazioni su tessuti scuri e trasparente per applicazioni su tessuti chiari. In entrambi i casi comunque, è preferibile utilizzare un plotter stampa e taglio, così da “sagomare” la grafica in modo che la stampa risulti gradevole e paragonabile ad una vera e propria serigrafia. Anche qui, sarà necessario andare a stampare in termo pressa la grafica affinché la stessa si saldi al tessuto. In questo caso però, la durata ai lavaggi (sempre comunicando al cliente che i capi andranno lavati a temperature non superiori a 30/40°) è molto superiore a quella dei transfer laser, anche se ancora non paragonabile ad altri sistemi di stampa. Anche l’elasticità è buona, anzi esistono materiali specifici per l’applicazione su tessuti elasticizzati che permettono di evitare eventuali crepe e rotture.

E’ inoltre possibile utilizzare il collaudatissimo pvc termosaldabile da intaglio, un’ottima soluzione per la stampa di scritte e logo non troppo piccole a 1 o più colori, ma senza esagerare con cromatismi e dettagli, e tra poco vi spiegherò il perché.

Il materiale verrà sagomato mediante plotter da taglio risultando perfetto per scritte e immagini vettoriali non eccessivamente piccole, visto che prima di andare a saldare la grafica sul tessuto mediante pressa a caldo sarà necessario “spellicolare” grazie ad appositi strumenti come puntali o pinzette il materiale in eccesso, ovvero andare a rimuovere tutto ciò che non fa parte della grafica o della scritta.

Capite quindi che scritte o immagini troppo piccole e particolareggiate saranno molto difficili se non impossibili da stampare!

Bisognerà anche prestare attenzione ai colori previsti all’interno di una singola stampa, visto che per ogni colore sarà necessario provvedere ad un nuovo “spellicolamento” e ad una ulteriore pressata moltiplicando di conseguenza i tempi per la personalizzazione.

Vanno bene per tessuti chiari e per tessuti scuri, inoltre in commercio esistono una grande varietà di vinili colorati, anche floccati e glitterati, quindi ci si può davvero sbizzarrire. Ottima la resistenza ai lavaggi, visto che non sono presenti toner o inchiostri, ma sempre meglio comunicare ai clienti di non superare i 30/40° in fase di lavaggio dei capi, in modo da evitare che il materiale possa scollarsi prematuramente dal tessuto.

Una ulteriore ipotesi prevede l’utilizzo della stampa digitale DTG, ovvero diretta sul tessuto, una tecnologia relativamente recente che permette di ottenere ottimi risultati a un costo estremamente contenuto.

Si tratta di stampanti a getto che utilizzano inchiostri studiati appositamente che si possono utilizzare indifferentemente per tessuti chiari e tessuti scuri.

Velocità e grande qualità contraddistinguono questa tecnologia, anche se ci sono alcune aspetti negativi per lo stampatore, ovvero la necessità di una manutenzione costante e soprattutto l’applicazione del primer per i tessuti scuri, a meno che non si opti per l’acquisto di un applicatore automatico che tuttavia farà lievitare ancor di più il prezzo per l’allestimento tecnologico.

Il risultato in termini di resa colore e durevolezza è davvero notevole e rappresenta una reale alternativa alla serigrafia tradizionale, anche soprattutto in considerazione del fatto che non è necessario realizzare nessun telaio da stampa, stampando direttamente in digitale dal file!

E’ stata da poco introdotta una variante della suddetta tecnologia che prevede l’utilizzo di stampanti digitali DTF. Questa soluzione prevede l’utilizzo di particolari stampanti in quadricromia più bianco dotate di inchiostri per tessuti e fogli transfer in PET su cui viene stampata la grafica a colori. Tali fogli andranno poi trasferiti mediante pressa a caldo direttamente sui capi. Questo sistema è molto interessante poiché riesce ad “aggrappare” perfettamente sui tessuti scuri senza utilizzo di primer e velocizzando pertanto le operazioni di stampa. La durata ai lavaggi e la qualità di stampa sono ovviamente elevatissimi, e il costo di stampa molto contenuto.

La serigrafia tradizionale è comunque sempre molto utilizzata e presenta grandi vantaggi dal punto di vista della resistenza ai lavaggi e del costo unitario di stampa, sempre tenendo però in considerazione lo scoglio della realizzazione del telaio da stampa, che essendo un costo iniziale piuttosto importante, fa si che tale metodo di stampa sia preferibile per la realizzazione di un quantitativo minimo di capi.

In pratica si tratta di trasferire l’inchiostro per tessuti sul capo, che andrà montato su un supporto a libro. Tale trasferimento avviene con l’ausilio di una “racla”, una sorta di spatola in gomma utilizzata per stendere l’inchiostro all’interno di un telaio in legno, dove sarà stato preventivamente montato una specie di stencil microforato che permetterà il passaggio dell’inchiostro solo dove necessario per comporre l’immagine e/o la scritta prescelta.

Il capo andrà poi asciugato mediante essiccatore o con un passaggio in termo pressa.

Bisogna comunque considerare che tale sistema è soprattutto preferibile per la stampa a 1 colore, in quanto per la stampa a più colori è previsto l’utilizzo di una cosiddetta giostra (che dovrà essere sempre registrata alla perfezione) e la realizzazione di un telaio per ogni colore da stampare.

Infine, come ultima opzione voglio ricordarvi che esiste anche la possibilità di personalizzare i capi mediante ricamo diretto, un’alternativa di qualità alle succitate tecnologie.

Una volta trasformato il design da stampare in ricamo con specifici programmi, sarà possibile utilizzare una ricamatrice digitale per cucire fisicamente l’immagine o la scritta sul tessuto. Esistono ricamatrici da 6 a 24 colori (grazie a rocchetti intercambiabili), ed è possibile personalizzare una gran quantità di tessuti, basterà avere l’accortezza di utilizzare i giusti aghi.

Questo sistema è piuttosto economico in termini di materiale, in quanto il filo ha un costo irrisorio, ma molto dispendioso in termini di tempo; considerate che anche su macchine di ultima generazione è possibile che il ricamo di una scritta voluminosa possa impiegare anche diverse ore!

Il risultato risulterà ovviamente di pregio, con tutti i limiti dovuti alla risoluzione dei ricami e la limitazione dei colori piatti (non si possono stampare naturalmente sfumature), ma con tutti i vantaggi relativi a durata e lavaggi. E’ infatti decisamente più facile che si rovini il capo che il ricamo!

E con questo breve excursus, pur consapevole delle numerose sfaccettature esistenti che meriterebbero ulteriori approfondimenti, credo di aver accennato alle principali tecnologie per la stampa di tshirt e tessuti in genere.


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